La metafora del delfino

27 Gennaio 2008

delfino1.jpgPer individuare tre modi di agire possiamo fare riferimento a tre abitanti del mare: l’orata, lo squalo e il delfino. La preoccupazione dell’orata è sopravvivere, di fronte al pericolo ha due strategie o si immobilizza o scappa; vive all’interno di “confini” ben stabiliti che non osa oltrepassare. Anche la preoccupazione dello squalo è quella di sopravvivere, la sua soluzione è attaccare per non essere attaccato. Evito di sottolineare le occasioni in cui anche noi ci comportiamo come l’orata… Ci comportiamo come lo squalo quando crediamo che non ce n’è abbastanza per tutti e crediamo di dover danneggiare gli altri per garantire la nostra sopravvivenza. Ma veniamo al delfino: il delfino coopera con gli altri componenti della sua specie, la sua strategia è sapere quanto prima possibile che sta arrivando lo squalo per comportarsi di conseguenza, inoltre grazie alle informazioni provenienti dai suoi compagni aggiorna continuamente le sue “mappe” e se lungo il suo percorso sa che ci sono degli squali cerca di evitarli per quanto possibile. Ma di fronte ad uno squalo i delfini cooperano circondandolo, rendendogli impossibile l’attacco. Il delfino, per far fronte ai pericoli, trova la sua soluzione nella collaborazione. Dovremmo anche noi abbandonare i ragionamenti di vittoria o sconfitta e di attaccare o scappare per cercare in ogni occasione di fare la cosa giusta per noi e per le altre persone. Da un’idea presente in www.30decisioni.com

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6 Comments Add your own

  • 1. Max  |  28 Gennaio 2008 at 8:51 am

    Sposo in pieno il senso e l’invito contenuto nella metafora…per un certo periodo della mia vita (professionale) mi sentivo spesso come uno squalo…non nel senso che ero ossessionato dall’”attaccare” (un problema, una situazione, non necessariamente un collega!!)…solo non ero così accorto nel chiedere/offrire collaborazione per risolvere quelle situazioni e, puntualmente, diventavo orata!
    Ora non dico che la mia esperienza mi porta a comportarmi sempre da delfino, ma ho imparato che senza la collaborazione (offrendola o chiedendola) non si supera niente, non si vince o si viene sconfitti solamente, semplicemente ci si consuma e ci si isola. Ed è la cosa peggiore per un uomo…

  • 2. Corry  |  28 Gennaio 2008 at 10:09 am

    Fabio, hai centrato il problema.
    Per vivere meglio un pò tutti quanti, dovremmo comportarci da delfini. Di fatto però succede che sempre più delfini si comportano da squali, vogliono tutto per loro e lasciano al branco solo le briciole. Questo comportamento ci stà portando alla rovina, anche perchè i delfini-squalo sono sempre più numerosi.
    Il problema è centrato, qualcuno ha una solozione ?

  • 3. fabiocensi  |  28 Gennaio 2008 at 12:30 pm

    Grazie Max per la tua testimonianza.
    Grazie Corry per la tua riflessione.
    Lo squalo vive nel terrore e la sua tecnica gli toglie energie. Il delfino fa la cosa giusta e questo gli dà forza. In caso di pericolo, poi, il delfino può contare sugli amici, lo squalo no.

  • 4. Alfiere Grigio  |  28 Gennaio 2008 at 3:17 pm

    Il delfino è un esempio di risoluzione della dualità. Oggigiorno, nel mondo, molte cose non vanno perchè si cade sovente nel fenomeno della polarizzazione. Ci si schiera su uno dei due valori polarizzanti, senza minimamente tentare l’integrazione nell’unità, risolvendo così la dualità… Il delfino è quindi un esempio da perseguire in ogni aspetto della nostra vita, soprattutto nelle relazioni e nel mondo del lavoro. A volte, lo squalo agisce sul livello delle energie sottili. Questa è la razza di squalo più pericolosa, perchè subdola. Questi tipi di squalo vanno individuati ed isolati dal resto del contesto, ma ciò lo si potrà fare solo quando i delfini avranno raggiunto un numero consistente, pari alla massa critica necessaria…

  • 5. fabiocensi  |  28 Gennaio 2008 at 11:13 pm

    Grazie Alfiere Grigio per il tuo interessantissimo contributo.

  • 6. Corry  |  7 Febbraio 2008 at 1:40 pm

    Vi consiglio il film “Essi vivono” (”They live” titolo originale in inglese) di Carpenter

    Ciao

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